lunedì, 18 maggio 2009

Tratti

Lo so, ne sono consapevole, me lo diceva anche la nonna: se mi impunto su un argomento sono come un mulo o come la goccia cinese.

Come sempre, certi tratti del carattere si esprimono in comportamenti positivi - in questo caso la capacità di tenere nel tempo e di perseguire obiettivi difficili - oppure in comportamenti negativi - in questo caso la monocorde ossessività-.

Orbene, fatta la doverosa premessa ad usum Maphi, vorrei gocciolare questa foto:

Father Emmanuel Uwayezu

e questo link e anche questo.

postato da: astime alle ore 09:19 | link | commenti (10)
categorie: spa salvi

Commenti
#1    18 Maggio 2009 - 10:43
 
Da che parte vuoi che inizi a incazzarmi?
Dan
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#2    18 Maggio 2009 - 19:30
 
Direi nord-nord-est :)))

buona serata


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#3    18 Maggio 2009 - 22:43
 
Riescono sempre a fare qualcosa di peggio di quel poco di edificante che mi aspetto da loro...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LoopyDeLoop

#4    19 Maggio 2009 - 08:31
 
Edificante?
Mi sono già venute un paio di battute :)))
Buona giornata Loopy
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#5    19 Maggio 2009 - 10:05
 
quando si dice la testardaggine! brava astime
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elviocipollone

#6    19 Maggio 2009 - 18:05
 
questa storia grida vendetta
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#7    19 Maggio 2009 - 18:29
 
l'ho rubato questo link

[..] to not show enlarge option --> div#related-article-links p a, div#related-article-links p a:visited { color:#06c; } Poi se l'inglese vi disturba andate a rileggere KLOCHOV , l'italiano, nello stile ascettico e preciso di ch [..]
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#8    19 Maggio 2009 - 18:35
 
Che memoria! ;)
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#9    19 Maggio 2009 - 19:19
 
Grazie Elvio :))

Ruck: noto con piacere che la stessa locuzione che hai usato tu viene usata anche in queste plaghe. In questo caso solo dalle persone perbene :))

Klo', è noto che la memoria è legata all'attenzione che uno scritto - e non solo - suscita. Ricordo perfettamente tutti i tuoi post :))

Buona serata, qui c'è profumo di philadelphus
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#10    20 Maggio 2009 - 09:53
 

Traduzione dell'articolo del timesonline a cura di nheit (vd qui):

Il Vaticano è sotto rinnovata pressione per eliminare dalle sue fila dei sospetti assassini, dopo che un secondo sacerdote cattolico ruandese accusato di coinvolgimento nel genocidio del 1994, è stato trovato a lavorare in Italia con un nome falso.


Un mandato di arresto internazionale è in corso di preparazione dal Ruanda per Padre Emmanuel Uwayez, a seguito della scoperta che egli sta lavorando in una parrocchia a Empoli, vicino Firenze. Viene accusato di complicità diretta nel massacro di più di 80 studenti, di età compresa da 12 a 20 anni, in una scuola cattolica dove è stato preside.


Una dei pochi sopravvissuti vive in Gran Bretagna. Lei ha ancora incubi ed ha troppo paura di essere identificata mediante il nome. La settimana scorsa, ha identificato Uwayezu e descritto come lui ha portato i soldati alla scuola di Kibeho e cospirato con loro per uccidere tutti gli studenti tutsi.


“Sembrava fosse felice per quello che stava facendo. Egli ci ha detto di rimanere in classe. Alcune persone che stavano lavorando in cucina furono fucilati davanti ai suoi occhi, lui non ha detto una parola. Altri studenti sono stati trucidati, violentati e sepolti vivi “. “Ora Uwayezu si sta godendo la sua vita. Egli è veramente un padre [sacerdote]? ”


Uwayezu ha negato di aver preso parte al genocidio e ha detto di aver cercato di salvare gli studenti. Egli ha detto che quelle merti ancora lo ossessionano. Egli è un hutu come un altro sacerdote ruandese noto, Athanase Seromba, che hanno aderito alla campagna di sterminio minoranza tutsi del Ruanda, e che alla fine sono arrivati a Firenze.


Dopo il genocidio sono scappati in Italia con l’aiuto dei cattolici sostenitori e hanno iniziato una nuova vita di sacerdoti, con l’approvazione di arcivescovo di Firenze. Seromba, che è stato trovato in Italia dal Sunday Times, sta scontando l’ergastolo dopo essere stato condannato per l'uccisione di 2.000 suoi parrocchiani abbattendo la chiesa e lasciandoli come mucche all’interno. Fu il primo sacerdote a essere giudicato dal tribunale delle Nazioni Unite per i crimini di guerra, colpevole di genocidio e crimini contro l’umanità.


Per molto tempo, il Vaticano aveva proclamato con forza la sua innocenza. Ha anche messo in dubbio l’obiettività di un tribunale belga che aveva condannato due monache benedettine ruandesi al carcere per genocidio.


Resta da vedere come reagiranno nel caso Uwayezu. Egli ha leggermente modificato il suo nome ed è conosciuto per i suoi parrocchiani come Wayezu.


In Ruanda, nel 1994, la chiesa cattolica era la più potente istituzione dopo il governo, ma alcuni alti membri si sono schierati apertamente con il governo estremista hutu e la gerarchia ecclesiastica non è riuscita ad impedire la macellazione. In 100 giorni di uccisioni, 800.000 membri della minoranza tutsi furono massacrati. Alcuni sacerdoti e suore dalla perte delle milizie hutu si sono uniti nella macellazione.


Ieri Rakiya Omaar, la direttrice di Africa Rights, una organizzazione per i diritti umani che ha esaminato il genocidio e che ha rilasciato una relazione completa sulle attività di Uwayezu durante il genocidio, ha invitato la chiesa cattolica e le autorità ruandese italiane a condurre le proprie indagini.


“Tutti gli interessati dovranno trarre lezioni dal caso Seromba “, ha detto. “Rifiuto e il licenziamento da parte della chiesa cattolica ha portato alla sua condanna e il carcere per il resto della sua vita.”

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