Quali siano le mie sventure, ho abbastanza coraggio per non cercare di diminuirne il peso né con frivole speranze d’una pretesa felicità futura e ignota, né con una vile rassegnazione.
Giacomo Leopardi
...qualcuno se l'è tolto: do you now, honey?
E' martedì, e solo stamani mi è stata rivolta la domanda: hai visto la Gabanelli? Forse, conoscendomi, mi hanno lasciato sbollire.
Conosco molto bene il mondo della cooperazione, particolarmente quella sociale. E' il mio grande amore.
E fa male, molto male, vederne rappresentati gli aspetti deteriori, aspetti che io conosco, che non apprezzo e che non agisco, ma che so essere presenti in alcune organizzazioni.
Bene ha fatto la giornalista a alzare il velo, seppure in modo impreciso, sulle pratiche di sfruttamento del lavoro e di elusione delle norme sugli appalti.
Ha avuto un grande difetto informativo, però, la trasmissione: non ha ragionato e informato sulle pratiche di acquisto della Pubblica Amministrazione.
L'unica pubblicazione decente che ho avuto, una decina di anni fa, è stato un capitoletto di un libro che riguardava l'esternalizzazione di servizi nella P.A., ciò per dire che è un argomento che non mi è nuovo.
La Gabanelli ha sottolineato solo la mancanza di controllo da parte della P.A., ma non è questo il solo problema: se un ospedale esternalizza i servizi non caratterizzanti, penso alle pulizie, alla mensa, alla lavanderia, alla movimentazione delle merci, opera una gestione oculata, ma se "compera" infermieri non sta esternalizzando un servizio ma svendendo una parte del suo core business. E se compera sottocosto è in malafede. Come la maggior parte degli acquisti della P.A.
Insomma, Milly, una visione molto sindacale - giusta, legittima, ovviamente - ma monoculare.
Questo per dirla tutta.
E' un vero peccato che un luogo di lavoro come il mio, tecnicamente favorevole, sia composto principalmente da donne, quindi con scarsa possibilità di scelta.
E poi sono il capo, non starebbe bene, no. 
L'è tua, l'è mia, l'è morta all'umbrìa:
Lorenzo Cesa: ..."Ciascuno di noi può aver commesso degli errori, ma le principali responsabilità sono le sue perché troppo spesso ha anteposto i propri interessi privati a quelli generali del Paese".
Era tutto deciso: ieri io e Maf saremmo andate a Roma, avremmo unito il necessario al dilettevole: partecipazione alla manifestazione contro la violenza sulle donne e fine settimana a Roma. Poi, lunedì mattina, scendendo di corsa le scale di casa - ma perché sono sempre in ritardo? - sono caduta. Come si suol dire mi è andata di culo.
Sì, ex-post, mi è andata bene, almeno per due ragioni: non mi sono rotta nulla e non sono, ora - perché mi è andata bene ma non abbastanza -, esattamente ora, a partecipare a una manifestazione che, nel frattempo e a causa di scelte fatte da alcune sorelle (non gradire la presenza degli uomini), non sento più mia. E' un film che ho già visto negli anni '70: non porta a nulla. Non produce cambiamento culturale. Certo, le strade sono tante, ma mi fa tristezza rivedere gli stessi errori. Trent'anni buttati al vento.
Si ricomincia da capo.
Sono tra quegli esseri umani che mangia perché ha il gusto del cibo, non perché ha fame. Raramente mi è capitato di avere fame. Mi dimentico di mangiare. Ho la stessa taglia di quando avevo sedici anni. Tutto più molliccio ma entro nella stessa scorza.
Non credo la prenderà bene il mio bellissimo figliolo quando, tornando dal cinema, scoprirà che ho dato fondo a tutte le scorte di cioccolato e beni di conforto disponibili in casa.
Non potrò raccontargli che ho iniziato a scrivere e che ho trovato quello che scrivevo, mentre scrivevo, triviale. Indicibile.
E che i suoi biscotti si stanno trasformando in immagini, in storie, più veloci della parola, più lente di un diaframma f11.
Ecco un uomo che invecchiando è diventato più bello

Sì, proprio più bello, non interessante o affascinante.
Vabbè, si sa che lo adoro 
Un paio di sere fa, in uno dei miei wandering gucciniani, ho trovato questa miniera su youtube.
Come non amarlo: