venerdì, 30 marzo 2007

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Ingerenze e ingeriti

jena@lastampa.it
I camerieri cattolici non devono servire i gay.

 
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Libertà e principi

La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro.

Gaetano Salvemini

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martedì, 27 marzo 2007

e gli alberi fanno le uova

notte frugifera e gufo distinguono il bianco,

l'amabile giardino, la tenera pelle,

spiga di grano posata nella ciotola, colombe

beccuzzano lo sterco, e gli alberi fanno le uova.

Roberto Sanesi, Sull'instabilità del soggetto.

Dedicata al silente Stefano

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domenica, 25 marzo 2007

Tenerezze

Sì, forse sono gli anni che passano, forse la mia esperienza quotidiana mi racconta altre storie, ma leggere questo post di Crosetti, dopo aver letto e immaginato l'accadimento, mi ha fatto molta tenerezza.

E me la sono fatta anch'io tenerezza, che per sbollire l'incazzatura con il figlio adolescente mi sono fatta il giro di tutte le strade del paesello, e anche del lungolago e, esaurito il calpestabile in piano, anche il cimitero, quasi tomba per tomba.

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sabato, 24 marzo 2007

Il tempo e la luce

Mi ha sempre affascinato l'ora legale, ben oltre il risultato di avere un'ora di luce in più.

Quella magica convenzione umana che interviene sull'irriducibile tempo.

Luce verticale,

luce tu;

alta luce tu,

luce oro;

luce vibrante,

luce tu.

    E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.

Juan Ramon Jiménez, La stagione totale

E a proposito di luce non c'è da farsi mancare questa mostra

J.B.Camille Corot:

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giovedì, 22 marzo 2007

Nel vecchio stagno
una rana si tuffa.
Il rumore dell'acqua.

Matsuo Basho

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Origini

Ho la precisa sensazione che il contenuto di questo articolo apra strade interessanti nel dibattito sull'etica.

Mumble, mumble, d'acchito mi viene da dire che:

il comportamento morale è

  • un comportamento intelligente (ovvio)
  • un esito del vivere in gruppo (ovvio)
  • precedente e indipendente da qualsiasivoglia religione (un po' meno ovvio)

E c'è stato un momento in cui avevamo una coscienza collettiva, nel senso stretto e letterale del termine.

Dovrò rileggermi "Il crollo della mente bicamerale e le origini della coscienza" di Julian Jaynes....

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mercoledì, 21 marzo 2007

Nani sulle spalle di giganti

Copiare da un altro autore è un reato di plagio. Copiare da più autori è, invece, un’opera meritevole e viene chiamata «ricerca».
Trovo questa battuta su una rivista, in una rubrica di «detti», e la «copio» per proporla oggi ai miei lettori. Certo, anch’io cado sotto le forche caudine di quel motto: ogni giorno compio un atto di plagio «copiando» una frase altrui, oppure, reimpastando più di una frase o idea, passo al genere della «ricerca» che però è pur sempre dipendenza. In verità, tra «copiare» e «ricercare» la differenza c’è e basta solo comparare il compito di un ragazzo che è ricorso a Internet per la sua «ricerca» e il saggio di uno studioso che gronda di riferimenti bibliografici. È, comunque, possibile costruire attorno alla battuta citata  un paio di considerazioni.
La prima è all’insegna dell’umiltà o almeno del ritegno. Un autore medievale, Bernardo di Chartres, ha coniato una frase spesso citata: «Noi siamo nani sulle spalle di giganti». Solo per questo riusciamo a vedere un po’ più in là di loro. Fanno ridere certi autori che sbeffeggiano secoli di pensiero occidentale per rifilarci i loro prodotti che spesso sono solo pessime rimasticature del già detto o infime novità. «Copiare» dal passato può essere, quindi, un atto necessario e segno di intelligenza. Il grande Montaigne non esitava a confessare di ricorrere alle citazioni per «far dire agli altri quello che non so dire bene, talora per debolezza del mio linguaggio, altre volte per debolezza della mia intelligenza». L’altra considerazione è conseguente alla prima: per «copiare» bisogna leggere. L’augurio è che, in un paese come il nostro di non-lettori, questa pratica cresca senza riserve e remore, soprattutto quando si tratta di classici.
Gianfranco Ravasi, il mattutino di ieri
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Lucy

Io ho un'amica, una di quelle con cui non serve parlare, una di quelle che a mezzogiorno cominciano a cambiare umore se non mangiano nel giro di cinque minuti e, essendo di Parma, ha un'idea concreta di cosa vuol dire mangiare. Mica yogurt e pinzimonio.

Al liceo la chiamavamo Lucy, per le sue battute feroci

Mi ha appena mandato uno sms:

Sai perché il cuore di una donna è come un circo?

Perché c'è sempre posto per un buffone in più.

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categorie: ridere citazioni