sabato, 30 settembre 2006

 
O que será que me dá
Que me bole por dentro, será que me dá
Que brota à flor da pele, será que me dá
E que me sobe às faces e me faz corar
E que me salta aos olhos a me atraiçoar
E que me aperta o peito e me faz confessar
O que não tem mais jeito de dissimular
E que nem é direito ninguém recusar
E que me faz mendigo, me faz suplicar
O que não tem medida, nem nunca terá
O que não tem remédio, nem nunca terá
O que não tem receita.
O que será que será
Que dá dentro da gente e que não devia
Que desacata a gente, que é revelia
Que é feito uma aguardente que não sacia
Que é feito estar doente de uma folia
Que nem dez mandamentos vão conciliar
Nem todos os unguentos vão aliviar
Nem todos os quebrantos, toda alquimia
Que nem todos os santos, será que será
O que não tem descanso, nem nunca terá
O que não tem cansaço, nem nunca terá
O que não tem limite.
O que será que me dá
Que me queima por dentro, será que me dá
Que me perturba o sono, será que me dá
Que todos os tremores que vêm agitar
Que todos os ardores me vêm atiçar
Que todos os suores me vêm encharcar
Que todos os meus órgãos estão a clamar
E uma aflição medonha me faz implorar
O que não tem vergonha, nem nunca terá
O que não tem governo, nem nunca terá
O que não tem juízo...
Che sarà che mi accade
Che mi agita qui dentro, sarà che mi accade
Che sorge a fior di pelle, sarà che mi accade
E mi viene sulla faccia e mi fa arrossire
E che mi salta agli occhi e mi fa tradire
E che me stringe il petto e mi fa confessare
Quello che non è più possibile dissimulare
E che neanche è diritto di nessuno rifiutare
E che mi fa mendico, mi fa supplicare
Che non ha misura, né mai ce l’avrà
Che non ha soluzione, né mai ce l'avrà
Che non ha ricetta
Che sarà che sarà
Che accade dentro di noi e che non doveva
Che ci insulta, che è ribelle
Che è fatto come un’acquavite che non sazia
Che è come essere malato di una pazzia
Che neanche i dieci comandamenti riusciranno
a conciliare
Né tutti gli unguenti potranno guarire
Né tutti i malocchi, né tutta l’alchimia
Neanche tutti i santi, sarà che sarà
Che non ha riposo, né mai ce l’avrà
Che non ha stanchezza, ne mai ce l’avrà
Che non ha limite
Che sarà che mi accade
Che mi brucia qui dentro, 
che sarà che mi accade
Che mi turba il sonno, sarà che mi accade
Che tutti i tremori che mi vengono ad agitare
Che tutti i calori mi vengono a stimolare
Che tutti i sudori mi vengono a bagnare
Che tutti i miei organi stanno a reclamare
E un'afflizione spaventosa mi fa implorare
Che non ha vergogna, né mai ce l’avrà
Che non ha governo, né mai ce l’avrà
Che non ha giudizio....

 

Chico Buarque e Milton Nascimento, O que serà ( A flor da pele)

postato da: astime alle ore 12:33 | link | commenti (5)
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Weltanschauung

Ieri mattina, come tante altre mattine, ero in quel particolare punto del lago, che il traghetto raggiunge, in cui, per un breve istante, le categorie spazio-tempo sono inutili.

Quella bellezza è sempre lì, ogni mattina.

Ma non tutte le mattine quella bellezza riesce ad entrare e a riempirmi. Eppure è la stessa, sempre. Cos'è che influisce così tanto sulla mia visione del mondo?

Tornando, ieri sera, con l'ultimo traghetto che fende acqua e notte, mi sono venute in mente le parole di Yannaras:

 Se ti sei innamorato una volta, sai ormai distinguere la vita da ciò che è supporto biologico e sentimentalismo, sai ormai distinguere la vita dalla sopravvivenza. Sai che la sopravvivenza significa vita senza senso e sensibilità, una morte strisciante: mangi il pane e non ti tieni in piedi, bevi acqua e non ti disseti, tocchi le cose e non le senti al tatto, annusi il fiore e il suo profumo non arriva alla tua anima. Se però l’amato è accanto a te, tutto, improvvisamente, risorge, e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso di  argilla della tua esistenza incapace a sostenerla. Tale piena della vita è l’eros. Non parlo di sentimentalismi e di slanci mistici, ma della vita, che solo allora diventa reale e tangibile, come se fossero cadute squame dai tuoi occhi e tutto, attorno a te, si manifestasse per la prima volta, e il tatto fremesse di gioia alla prima percezione delle cose. Tale eros non è privilegio né dei virtuosi né dei saggi, è offerto a tutti, con pari possibilità.

postato da: astime alle ore 11:53 | link | commenti
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venerdì, 29 settembre 2006

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna. O donna mia,
già tace ogni sentiero, e pei balconi
rara traluce la notturna lampa:
tu dormi, che t'accolse agevol sonno
nelle tue chete stanze, e non ti morde
cura nessuna; e già non sai né pensi
quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sí benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio,
e l'antica natura onnipossente,
che mi fece all'affanno. A te la speme
nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.

Leopardi, La sera del dì di festa

postato da: astime alle ore 10:17 | link | commenti (4)
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giovedì, 28 settembre 2006

Per Paolo

 

Jacques Brel, Ne me quitte pas

postato da: astime alle ore 18:40 | link | commenti (3)
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Free hugs

 

Tormentone tenerissimo

postato da: astime alle ore 09:34 | link | commenti
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Edith Piaf, La vie en rose

postato da: astime alle ore 09:08 | link | commenti (5)
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mercoledì, 27 settembre 2006

Partenze

Aspettavo il mio turno dal parrucchiere, fuori, a fumare. Un mese fa.

Ciao, che fai qui? Non ti si vede mai in giro...

Fumo, in attesa della semestrale aggiustatura alla testa.

E tu?

Fumo, esco di casa per fumare, non voglio dare anche questo dolore alla mamma.

Come stai?

Continuo con la chemio che sopporto sempre meno.

.....

Se ne sta andando a trent'anni, amando la vita.

postato da: astime alle ore 21:33 | link | commenti (2)
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Certe notti

In sogno riesco a dirmi cose con una tale chiarezza che al mattino sono stupita di essere ancora viva.
postato da: astime alle ore 09:49 | link | commenti (4)
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martedì, 26 settembre 2006

Voci di donne

Janis Joplin a Woodstock, Try

postato da: astime alle ore 20:05 | link | commenti (6)
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Canali

Il mio sonno non viene interrotto da rumori, anche forti. Ho solo due canali aperti: il figlio e il gatto. Un sospiro dell'uno o dell'altro mi sveglia.

Stamani alle 6 mi ha svegliato un rumore sordo, forte, pesante: aerei da trasporto militari, mi son detta. Non ho mai sentito i bombardamenti, eppure erano bombardieri.

Già, ma come faccio a saperlo?

postato da: astime alle ore 08:55 | link | commenti (4)
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