martedì, 28 febbraio 2006

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lunedì, 27 febbraio 2006

Napster

Bei mir bist du schoen, Ella Fitzgerald

E' che mi piace l'inconosciuto, che mi piace partire senza sapere prima dove si va.

E napster era un viaggio ogni sera. Mentre cucinavo scoprivo, ritrovavo, rileggevo. Andavo dove l'idea del momento suggeriva, deragliando subitaneamente, per altri dove. E le scoperte emozionanti erano superiori al piacere di ritrovare qualcosa di conosciuto, almeno quanto il conosciuto in una nuova versione. Due piaceri in uno.

Il blog mi rinnova l'esperienza, il media è diverso, ma il registro è uguale.  Lo spazio pure.

Trumphet: che ne pensate del copy-right?

postato da: astime alle ore 22:30 | link | commenti
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domenica, 26 febbraio 2006

Lettera aperta

 Caro Paolo,

tu sai che per lavoro, oltre che dei grandi vecchi, mi occupo della casa di accoglienza per immigrati, sia italiani che stranieri. Tralascio di farti l’elenco delle sfighe che vedo la volta alla settimana che ci vado. Se fosse per me obbligherei gli aventi diritto al voto a un mesetto nella casa. Negli ultimi due anni ho visto cambiare l’utenza italiana: non più e solo lavoratori immigrati dal sud, temporaneamente o definitivamente, ma anche pensionati che non ce la fanno a pagare un affitto, ex-carcerati appena rimessi in libertà, tossici  e/o alcolisti e/o psichiatrici a cui i servizi sociali non riescono a dare risposte, insomma un campione di dropout dalla coperta sempre più piccola del welfare.

Gli immigrati stranieri extracomunitari sono circa il 30% e tutti con regolare permesso di soggiorno. Andiamo dall’australiano al marocchino, al moldavo, al senegalese, allo svizzero ecc…

Di solito hanno un lavoro o lo stanno cercando. Raramente ho avuto problemi con loro.

Il mio ruolo prevede che assuma la responsabilità di mandare via chi è incompatibile con la vita di comunità, di quella comunità, con quelle regole. Che sono quelle di un normale albergo. Probabilmente ho rischiato l’incolumità più con quello uscito da Castiglione delle Stiviere che con il marocchino dell’altro giorno.

Che è successo?

Come in ogni albergo si deve lasciare libera la camera per le pulizie entro una certa ora.

Il signore marocchino, alla signora delle pulizie che ha bussato alla sua camera, dopo l’ora stabilita, ha risposto con insulti personali del tipo: ma non vedi come fai schifo, sei brutta, come fa tuo marito a guardarti…, il tutto perché lui stava pregando. La signora in questione è bosniaca, profuga in Italia da allora, di genitori uno mussulmano e uno cristiano, ha perso buona parte della sua famiglia.

Beh, io l’ho mandato via. Mica perché mussulmano. Mica perché mi guarda come se fossi una capra, mica perché non paga a me perché sono, come donna, un essere inferiore. Problema suo, non mio. Ho mandato via anche il cattolicissimo pluriomicida da Castiglione. Semplicemente perché ci sono delle regole di convivenza da rispettare, che sono assolutamente aconfessionali. Punto. E a cuor leggero, perché mi so libera.

Quindi l’idea che mi sono fatta è questa: il nostro futuro, e penso all’intero pianeta, è di ricercare uno spazio di regole condivise, aconfessionali e civili.

Non possiamo restare prigionieri del dualismo perdita di identità/guerra santa.

Tra l’altro, per esperienza, quando si ha così tanto bisogno di affermare le proprie radici, la propria identità, è quando l’identità sta vacillando, dal dentro.

La religione, qualsiasi essa sia, come le ideologie, divide non unisce. (Vedi post di domenica scorsa)

E più ci penso e più riconosco nelle religioni più seguite l’espressione di un potere di genere. Puoi immaginare quanto me ne senta lontana.

E me ne sento lontana anche ora, in questo momento della mia storia personale che mi vede, ogni giorno, faticosamente, cercare senso e bellezza, nonostante lo squarcio nel petto.

A maggior ragione penso che la partita sia tra uomini, non fra dei.

postato da: astime alle ore 16:02 | link | commenti (22)
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Poesia del giorno

José Emilio Pacheco


Antielegia

Mio unico tema è ciò che non è più.
La mia ossessione, quanto si è perduto.
Mai più – il mio pungente ritornello.
Eppure amo questo cambio perpetuo,
questo variare istante dopo istante:
senza di lui ciò che chiamiamo vita
sarebbe di pietra.

da poesia.it

postato da: astime alle ore 11:00 | link | commenti (1)
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Luci

postato da: astime alle ore 10:50 | link | commenti
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Ragionamenti a Pera

Esercizio spirituale della domenica, leggere tutto, dico tutto il seguente documento:

www.perloccidente.it

 

postato da: astime alle ore 10:42 | link | commenti (6)
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wandering domenicale

SONO UN TRANQUILLANTE

Sono un tranquillante.
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all’udienza,
incollo con cura le tazze rotte ­
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d’acqua.

So come trattare l’infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l’ingiustizia,
rischiare l’assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti ­
Fidati della pietà chimica.

Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto
Che la vita va vissuta con coraggio?

Consegnami il tuo abisso ­
Lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata)
Per la caduta in piedi.

Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.

Un altro diavolo non c’è più.

                                              Wislawa Szymborska

dal blog http://nonsequitur.splinder.com/

postato da: astime alle ore 10:40 | link | commenti
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sabato, 25 febbraio 2006

Contrada condannato nel secondo processo d'appello.

Per chi volesse rinfrescare la memoria, un articolo di Bongiovanni, datato ma esaustivo:

http://www.societacivile.it/previsioni/articoli_previ/contrada.html

postato da: astime alle ore 21:22 | link | commenti (2)
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Pet therapy

Marilyn King, una signora di Cumbernauld, Scozia, si era rivolta al veterinario quando il suo pappagallo aveva iniziato a tossire e lamentarsi. Il medico pero' non gli ha trovato nessuna malattia. Dopo un po' di ricerche la signora King ha scoperto che prima di lei il pappagallo era stato ospite di una casa di riposo dove aveva imparato un discreto repertorio di suoni.

(Fonte: Internazionale)

postato da: astime alle ore 09:48 | link | commenti (1)
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venerdì, 24 febbraio 2006

De animalia

Sono tre o quattro giorni che non vedo la coppia di cigni, lo svasso, i germani e le oche che normalmente allietano la mia traversata lacustre. Penso male, penso agli uomini, così diffusi in questo paradiso, che per dimostrare di essere maschi vanno a caccia o a pesca, e votano lega, e che per difendere i loro territori di caccia dall’aviaria anticipano il disastro.

Gli stessi uomini che pescano fuori stagione e uccidono gli “antagonisti” svassi.

Io ho un termometro privilegiato: i guardapesca hanno l’obbligo di consegnare il pesce sequestrato a organismi a scopo sociale, ospedali, scuole, case di riposo ecc…, oggi i miei vecchietti, gli operatori ed io, abbiamo mangiato dei deliziosi lavarelli, più piccoli della mia spanna. Domani mangeremo alborelle in carpione più piccoli del mio mignolo.

Gli stessi uomini, pavento, che uccidono i cigni per paura che l’aviaria si trasferisca ai loro polli. Hanno fatto repentine fortune costruendo gabbie, allevando polli e ammorbandoli/ci con i loro mangimi. E votano lega. E due.

Non soffrirei se l’aviaria se li portasse, sarebbe la volta buona che dico: Dio esiste.

 

 

Cane vecchio non impara nuovi giochi. Gatto vecchio continua a sorprendere.

Che Bo fosse un signore lo so da dodici anni. La notte sta in casa. Ha sempre avuto a disposizione giardino e cassetta nel ripostiglio, quest’ultima raramente usata, ha sempre aspettato che qualcuno gli aprisse la porta. Anche da malato. L’altra notte ho sentito un rumore strano, mi sono svegliata e ho trovato Bo che “raspava” nella vasca da bagno. L’ormai anziano Bo non tiene sino a mattina e, dopo anni di attente osservazioni, ha deciso di imitare gli umani. Surclassandoli. Lui centra il buco della vasca.

 

 

 

postato da: astime alle ore 21:14 | link | commenti (12)
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